Un focus sull’affascinante mondo delle gemme e sulle tecniche di lavorazione delle pietre e dei metalli. Saper scegliere un gioiello significa anche capirne il valore attraverso la conoscenza dei materiali che lo compongono, per valutarne il valore e apprezzarne appieno la qualità.

Che cos’è il diamante?

La parola diamante proviene dal greco adamas (αδάμας), che significa indomabile, invincibile. Questa traduzione trova fondamenta nella peculiare “indomabilità” del minerale, in quanto la sua estrema durezza (10  il massimo sulla scala di Mohs) lo rende il materiale più duro al mondo, ovvero impossibile da scalfire.  Il diamante infatti può essere intaccato, e di conseguenza lavorato, esclusivamente dal diamante stesso.

Il motivo di questa estrema durezza è da ricercarsi nella sua struttura cristallina. Infatti, la composizione chimica del diamante è costituita da atomi di carbonio che disposti ordinatamente formano una figura tetraedrica. Il solido che viene a formarsi in questo modo è strutturalmente molto resistente e ciò conferisce al diamante le note caratteristiche fisiche e chimiche che lo rendono un
minerale estremamente raro.

Come si forma un diamante

Per poter comprimere e ordinare gli atomi di Carbonio nella struttura tetraedrica sono infatti necessarie forze enormi.  C’è infatti bisogno di un’elevatissima pressione ed un elevata temperatura, condizioni estreme che si possono ritrovare all’interno del mantello terrestre e più precisamente ad una profondità di circa 200km dalla superficie.

Una tale profondità, è davvero molto difficile da raggiungere per l’uomo. Infatti, le miniere più profonde al mondo misurano poco più di qualche chilometro, e non si spiegherebbe la presenza dei diamanti a una distanza così ridotta. In realtà, i diamanti vengono letteralmente presi e trasportati in superficie mediante le eruzioni vulcaniche da una roccia vulcanica chiamata kimberlite. Il diamante si amalgama alla kimberlite, e insieme ad essa risale, in un lasso di tempo di almeno 15 secoli, dal mantello terrestre fino alla superficie, dove il diamante viene finalmente estratto.

diamante_illuminato

La valutazione delle pietre preziose

In generale il valore di una gemma si fonda sulla combinazione di una serie di caratteristiche dette anche fattori di valore o parametri di valutazione. Come avviene con tutte le altre gemme, anche nel caso dei diamanti, le pietre che presentano determinate caratteristiche qualitative sono anche le più rare, e quindi più preziose rispetto ad altre che ne sono sprovviste. Esiste infatti un metodo sistematico per la valutazione e la determinazione di questi fattori, senza il quale sarebbe impossibile confrontare tra loro due diamanti.

Come si valuta un diamante

Per valutare i diamanti si ricorre alle famose quattro C:

– Clarity (purezza)

– Color (colore)

– Cut (taglio)

– Carat weight (peso in carati)

Le quattro C esprimono la qualità dell’aspetto di un diamante in termini molto precisi e sono entrate a far parte di un linguaggio internazionale che tutti gli esperti del settore sfruttano per descrivere e valutare i diamanti. Tali parametri permettono di valutare, catalogare e valorizzare i diamanti,  consentendo di regolamentare la loro movimentazione in modo da riuscire a ricostruire con precisione tutta la filiera del diamante.